Il monopoli come metafora della società

Il monopoli non è nato col solo scopo di divertire, ma con l’idea di mostrare una teoria socioeconomica

Chiunque abbia giocato a Monopoli è ben avvezzo alla dinamica del “successo a chi ha successo”. I giocatori che nelle prima fasi del gioco si ritrovano sulle proprietà costose, possono acquistarle. Da lì in possono costruirci un hotel e percepire cospicue rendite, accumulando così una fortuna mentre mandano in bancarotta gli altri.


La storia del Monopoli inizia a Washington DC nel 1903, quando Elizabeth Magie inventò un gioco da tavolo denominato “The Landlord’s Game”, ossia il gioco del proprietario terriero. Affascinante il fatto che, in origine il gioco nasce proprio per denunciare l’ingiustizia derivante da una proprietà concentrata e non certo per celebrarla.

Sostenitrice convinta delle teorie di Henry George, secondo il quale ognuno può appropriarsi di ciò che crea con il proprio lavoro, mentre ogni cosa che si trova in natura debba essere distribuita in maniera uguale a tutta l’umanità. Così, nel 1903, decise di esporre la propria teoria in un gioco da tavolo, molto in voga in quegli anni.

Diede due diverse regole da applicare in modo alternato, quella della prosperità e quella del monopolista. Con la prima, ogni giocatore guadagnava ogni volta che qualcuno acquistava una nuova proprietà (regole ispirate alle idee di Henry George), e il gioco lo vincevano tutti, quando il giocatore partito con meno soldi riusciva a raddoppiarli. Viceversa con la seconda, i giocatori guadagnavano facendosi pagare dai poveri malcapitati ritrovatisi sulle loro proprietà. Vinceva chi mandava in bancarotta gli altri.


Magie mostrò lo scopo del duplice sistema di regole. I giocatori sperimentavano quindi una “dimostrazione pratica del sistema in uso di accaparramento delle terre con tutti i suoi soliti risultati e conseguenze”. In tal senso i due approcci avrebbero portato a risultati sociali molto differenti.

“Potrebbe anche essere stato chiamato il ‘Gioco della Vita’, in quanto contiene tutti gli elementi di successo e fallimento nel mondo reale. Lo scopo è lo stesso che inculca la società: l’accumulo di ricchezza”.

Negli anni trenta però la Parker brothers acquistò il brevetto di “the landlords game” da Magie e lo rilanció. Ecco quindi come il Monopoli che conosciamo tutti ha raggiunto una scala globale. Scontato dire che la regola della prosperità finì nel dimenticatoio. Una sola regola: il trionfo di uno su tutti.


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