Effetti priming: siamo artefici di ciò che facciamo?

Lo studio effettuato sugli effetti priming ha minato l’immagine che abbiamo di noi stessi come veri artefici delle nostre scelte.

Oggi parliamo di associazioni, guarda queste due semplici parole:

Sambuca —— Vomito

Bastano pochi istanti e nel tuo cervello albergheranno pensieri e immagini poco gradevoli. Probabilmente il tuo viso si sta contraendo provocando una smorfia di disgusto. È una reazione automatica, che non puoi controllare. La tua mente ha associato i due termini in una relazione causale secondo cui, in qualche modo, la sambuca provocasse il vomito.
Al momento odierai la sambuca, ma non temere, è una sensazione passeggera. Stasera tornerai a farti uno shottino.
Ora sarai assolutamente predisposto ad associare altri termini a loro legati, come nausea, anice, vodka e via dicendo.

Ma come mai stai facendo tutte queste associazioni?

In campo scientifico, il primo grande progresso nella comprensione del meccanismo di associazione è stato il perfezionamento di un metodo di misurazione.

Precedentemente, i modi di studiare le associazioni erano relegati al semplice fatto di porre domande come: “ qual è la prima cosa che le viene in mente quando sente la parola televisione?
Le risposte, come potete immaginare potevano andare dal: “serie tv”; “amici”; “pizza”; “partita” e via dicendo.
Successivamente, specificatamente negli anni ottanta, gli psicologi scoprirono che l’esposizione ad una parola determina cambiamenti immediati e misurabili nella facilità con cui sono evocate molte parole correlate.

Se in televisione abbiamo visto o sentito da poco un servizio che parlava di animali è quasi certo che completereste la parola ca-e con cane. Viceversa se al tg c’era un servizio su matrimonio e famiglia, la sostituzione sarebbe stata case, o sbaglio?

L’esempio appena fatto viene definito con il termine di effetti priming. Animali sensibilizza l’idea di cane, matrimonio e famiglia l’idea di case. Gli effetti priming assumono molte forme.
Più o meno consciamente quando abbiamo in testa un qualcosa, tutte le declinazioni associabili ci diventano più familiari e accessibili. Per cane siamo sensibilizzati anche all’idea di gatto, gioco, fedeltà, ma anche ad aspetti negativi come il maltrattamento.

Lo studio effettuato sugli effetti priming ha minato quindi l’immagine che abbiamo di noi stessi come veri artefici delle nostre scelte. E’ difficile accettare l’idea che abbiamo un accesso limitato alla mente. E’ difficile pensare che non abbiamo piena autonomia delle nostre scelte e dei nostri giudizi. I fatti però sono questi: sappiamo di noi stessi molto meno di quanto pensiamo.

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